Della morte della politica
Se facessimo un sondaggio in tempo reale, chiedendo quale aggettivo connoti maggiormente la vita politica del nostro paese, molto probabilmente ci sentiremmo rispondere “noiosa”. Il dibattito politico inesistente e la cifra della contemporaneità. Ne sono prova i quotidiani nazionali e non, dove le notizie oscillano tra un non detto, un messaggio WhatsApp, e una soffiata di indagine, anzi di più, la politica ormai è dettata dagli articoli e dai programmi televisivi, in un arrovellamento di non notizie, tra l’altro difficili da seguire. Dubito che i cittadini ascoltino direttamente le parole dei politici, o che leggano le interviste sparse qua e là tra i quotidiani, interviste che sfoderano i migliori chiclé di promesse elettorali, tutto l’arco dell’anno. Siamo di fronte non solo al punto più alto di autoreferenzialità della politica, ma ad un sostanziale allontanamento dalla vita reale del paese. La turris eburnea si è trasformata in un castello merlato, dove il ponte levatoio, unica via d’accesso, è stato definitivamente sollevato. Per la prima volta però, questo non significa solo, un allontanamento dalla politica elettorale, che di solito si traduce in una diminuzione della partecipazione al voto, ma in un totale disinteresse che porta all’oblio della politica stessa. In altre parole il cittadino, identificando i politici come il male assoluto (inaffidabili nelle promesse, inconcludenti, detentori di privilegi, corrotti), affibbia alla politica, un significato definitivamente negativo, non più funzionale alla vita del paese.
La sovrapposizione individuo politico-politica, nell’immaginario popolare ha ormai connotazioni talmente distanti dalla vita reale, che il cittadino, non solo va a votare in percentuali molto basse, ma ha imparato a farne a meno. Non vuole sentirne parlare. Mette in campo azioni per aggirare l’ostacolo, per non averne bisogno. La costante associativa del nostro paese ne è un sintomo, si cercano risposte nelle persone che accanto a noi vivono le stesse problematiche, gli stessi disagi, in totale autonomia dalle istituzioni.
Se il ponte levatoio è stato alzato, fuori dal castello è iniziata una nuova era di autonomia funzionale e chissà che questo non significhi veramente, la nascita di una nuova politica dal basso.

